Nel processo contro Scognamiglio, boss del clan dei casalesi, la procura di Bologna deve fare affidamento sulla decisiva testimonianza di Jelena, che ora vive sotto protezione, in un luogo segreto e con un nuovo nome. Negli stessi giorni, Coliandro è stato trasferito da De Zan per due mesi all'Ufficio Passaporti, dove continua a provocare guai ma dove viene anche a conoscenza, del tutto casualmente, della nuova identità di Jelena. Ancora innamorato, Coliandro decide di andare da lei per rivederla; una volta arrivato a casa sua trova due agenti di scorta, pronti a portare Jelena a testimoniare: la ragazza si rende conto però in tempo che i due non sono dei veri poliziotti, ma due killer della camorra, così Jelena e Coliandro riescono a scappare prima che i due li uccidano. Coliandro capisce quindi che Scognamiglio, nonostante sia rinchiuso in carcere, sapeva dove si nascondeva la testimone, e sta facendo di tutto per non farla presenziare al processo. L'ispettore si rende anche conto che c'è un solo modo per cui Scognamiglio poteva sapere tutte queste cose: l'esistenza di una talpa nella procura bolognese.
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