Boris Giuliano
- Un poliziotto a Palermo -
Prima parte (23-05-2016)
Una miniserie ispirata alla figura di Giorgio Boris Giuliano, vice questore Capo della Squadra Mobile di Palermo, medaglia d’oro al valore civile, ucciso nel 1979 in un agguato mafioso. La storia di un integerrimo servitore dello Stato dalle grandi capacità organizzative e di leadership che fu tra i primi a capire le trasformazioni criminali in Sicilia negli anni Settanta e a cogliere i rapporti tra politica e Cosa Nostra. Il suo metodo investigativo ha rivoluzionato il modo di fare indagini in Italia e, attraverso inchieste di fondamentale importanza, ha ricostruito la struttura segreta e l’attività criminale di Cosa Nostra, elementi fondamentali per la successiva istruttoria di Falcone e Borsellino che ha portato al maxiprocesso del 1986.
Interpreti:
Adriano Giannini (Boris Giuliani)
Nicole Grimaudo (Maria Leonetta)
Ettore Bassi (Tonino De Luca)
Antonio Gerardi (Bruno Contrada)
Luigi Maria Burruano (Buttafuoco)
Enrico Lo Verso (Leonardo Vitale)
Fabrizio Bracconeri (Trezza)
Sebastiano Lo Monaco (Macaluso)
Francesco Montanari (Marco Alliati)
Regia:
Ricky Tognazzi
Trama prima puntata
Giorgio Boris Giuliano era avviato a una solida carriera nell’imprenditoria internazionale, poi interrotta per un profondo senso di giustizia e di dignità. Da Milano torna nella sua Sicilia come commissario di Polizia e ottiene di essere assegnato alla Mobile. Ha una moglie giovanissima, che ancora deve concludere gli studi universitari e che protegge con ogni attenzione perché non abbia a risentire delle tensioni e dei pericoli prodotti dal suo lavoro. A Palermo, in quegli anni, la mafia si mescolava alla società civile, apparentemente senza soluzione di continuità. Nobili e criminali frequentavano gli stessi bar, gli stessi salotti. Boris, che viene da Messina ed è libero da compromessi di amicizia con chiunque, si fa subito notare come persona diversa: lui non si mischia, lui seleziona i luoghi e le persone da frequentare, si tiene accuratamente alla larga dalle feste e passa al setaccio tutti, imprenditori e politici. Lo fa attivamente, con una carica vitale e allegra e una dose naturale di empatia che cattura chiunque entri in contatto con lui. I suoi superiori e soprattutto i suoi colleghi lo riconoscono come un funzionario con qualità spiccate di organizzazione e di leadership, necessarie a mettere in piedi quella squadra di eccellenze che passerà alla storia come la “Squadra dei Giusti”. La Squadra si troverà ben presto di fronte a una strage, consumata in un cantiere edile di viale Lazio da un manipolo di assassini vestiti da poliziotti: un gruppo violento, che verrà conosciuto come quello dei corleonesi, attacca le famiglie mafiose che governano Palermo. Boris capisce subito che l’atmosfera si sta facendo molto pericolosa e quando a sparire è il giornalista Mauro De Mauro, raddoppia gli sforzi per districare il prima possibile la matassa del legame tra crimine e politica. Non si uccide un giornalista senza che i piani alti ne sappiano nulla. E ha ragione. Il suo accanito lavoro di indagine lo porta ad individuare uno dei potenti che tiene le fila degli affari sporchi: il questore lo annuncia in una conferenza stampa, lo nomina come Mister X. L’indagine, però, viene bloccata e il caso De Mauro seppellito. Boris è furioso, ha le mani legate. La politica protegge se stessa, ma non i suoi servitori. Poco dopo anche il giudice Scaglione muore assassinato.
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